Un bel giorno d’estate, Martino il colibrì stava volando felice su una distesa di girasoli.
Era uno dei posti che Martino preferiva.
Tutte quelle faccine gialle sotto di lui rivolte verso il sole erano quanto di più bello ci fosse in natura.
Martino attendeva ogni anno con ansia l’arrivo dell’estate dove i colori diventavano più forti e più belli, dove l’aria era profumata e dove il sole rendeva tutto così meraviglioso.
Così quel giorno, mentre stava volando, si accorse che fra quelle faccine rivolte al sole ce n’era una che però tanto allegra non era.
Allora con un battito d’ali Martino virò verso quel girasole triste che se ne stava lì, tra tutti gli altri, zitto zitto e con gli occhietti bassi.
“Ehilà amico, come ti butta oggi ? qualche problema?”
Il girasole lo guardava senza proferire parola, la corolla era abbassata, i petali, sebbene fossero di un bellissimo giallo vivo, erano piegati verso il basso e conferivano al bel fiore un aspetto veramente triste.
“ehi,amico dico a te, che succede? Stavo volando sopra questo meraviglioso campo e ad un tratto ti ho notato. Certo che oggi proprio non va, eh amico?? Che succede? Perché quel faccione abbacchiato?”
Allora il girasole sospirò pesantemente, tutta la corolla vibrò e con le foglie si asciugò una lacrima che stava scendendo da un petalo.
“Oh caro colibrì, sapessi, sono così triste…. Questa mattina come sempre mi sono svegliato e ho aperto la mia corolla verso il sole. Ero così felice…
Ad un certo punto della mattinata mi è giunto all’orecchio una conversazione di due girasoli due file dietro a me.
Parlavano dell’estate, del sole che fra un po’ se ne sarebbe andato, del tempo che passava.
Sai, io non capivo bene quello che stavano dicendo, anche perché Adalgisa, l’ape dell’alveare qui vicino, stava facendo un tale chiasso con il suo ronzio che non mi faceva capire nulla.
Allora, ho visto in lontananza la farfalla Clementina, l’ho chiamata e…..”
Il girasole non riuscì più a parlare, scoppiò in un pianto dirotto tanto che si bagnò di lacrime tutti i petali che gli rimasero appiccicati al gambo e lo fecero sembrare ancora più triste.
“Ehi, amico, no no, non fare così, che è successo poi? Dai racconta, sputa fuori il rospo!”
“…l’ho l’ho chiamata…. E lei, lei mi ha confermato tutto! Sì, proprio tutto, e io sono di….disperaaaaaaaaatooooooooooooooooooooooo bhuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
“Non ti capisco, se piangi ogni volta che apri bocca come ti posso aiutare? Dai sù, asciugati quei lacrimoni, sù, così, dai prendi il mio fazzoletto, aspetta, toh, c’è qualche piumetta ma è pulito…. Dai sù, ecco così , bravo.
Oh, ora fai un respiro ben profondo e dimmi, cosa ti è stato confermato? “
“Clementina mi ha confermato quello che dicevano i miei due amici dietro, che fra qualche settimana tutti noi ci scoloriremo, appassiremo e diventeremo secchi secchi.
Poi perderemo tutti i nostri semini e non torneremo più ! capisci? Non torneremo più, non potrò più vedere questo meraviglioso sole, questi colori, i miei amici! Oddio ! Bhuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa….”
E giù a piangere.
Martino il colibrì non sapeva proprio cosa fare, certo il problema di girasole era un problema serio, il fiore era veramente triste.
Ad un certo punto a Martino venne un’idea, decise di chiedere aiuto a Cornelia, la quercia saggia della collina dei papaveri, sicuramente lei avrebbe avuto la soluzione per il problema di girasole.
“Senti amico, mi è venuta un’idea, ho il vegetale per te, ci penso io, fidati ! Vado e torno in un lampo, non ti preoccupare, torno prima che tu diventi sec…oops, no scusa, non volevo, ehm, cioè, torno subito, aspettamiiiiiiiiii”
E cosi’ dicendo volò via verso la collina dei papaveri lasciando girasole fra le sue lacrime.
Dopo un breve volo arrivò alla collina.
Certo che Cornelia era veramente imponente.
Le sue fronde lussureggianti erano meravigliose, di un verde carico che sembrava quasi irreale.
Cornelia era una quercia molto vecchia e anche molto saggia.
Era tuttavia un po’ permalosa, non aveva un carattere facile, ed era estremamente orgogliosa delle sue radici.
A causa dell’età era pure un po’dura d’orecchi e non si accorse dell’arrivo di Martino.
“Ehm…. Ehm….. scu….scusi, signora….. ehi, sono Martino sì, ehm, il passero….no, scusi, il colibrì – accidenti, queste cose mi mettono sempre a disagio – ehi….ehm ehm…”
“Mmmmmmh, chi è? Chi mi sta svegliando?… su che ramo sei? E smettila di schiarirti sempre la voce, mi dà fastidio”
“Perdincibaccolina – pensò Martino – la conversazione non inizia nel migliore dei modi”
“Ehm – di nuovo, accidenti! – sì, s… s…. sono io, Martino il colibrì e sono sul secondo ramo di destra.”
“Ah, sì, ora ti sento, dimmi che c’è, di cosa hai bisogno?”
Allora Martino si fece coraggio, raccontò tutto a Cornelia che stranamente stette ad ascoltarlo in rigoroso silenzio tanto che rivolse verso di lui tutte le foglie di ogni ramo, segnale che Cornelia gli stava dando tutta la sua attenzione.
Quando ebbe finito, Cornelia si scrollò un po’, stette in silenzio per qualche minuto e poi si rivolse a Martino così :
“Martino, è una cosa bellissima quella che stai facendo. Stai cercando di aiutare un amico in difficoltà, un amico che ha un grosso problema.
E’ vero, fra qualche settimana accadrà quello che girasole dice, la sua corolla diventerà meno gialla, si seccherà, il suo gambo pure e cadranno tutti i suoi semini.
Sai, è la legge della natura, è il ciclo della vita che si completa come per tutti gli esseri viventi.
C’è chi vive per un breve periodo, come alcune farfalle, c’è chi vive per centinaia di anni come gli alberi, ma alla fine tutti ci addormenteremo.
Sai, faremo un po’ come gli animali quando vanno in letargo.
Ci addormenteremo in un sonno profondo e sogneremo tante belle cose.
Dì a girasole di non preoccuparsi, anche lui cadrà in questo sonno profondo ma ti assicuro che il sole che lui tanto ama sarà presente in ogni suo sogno; rivedrà ancora tutti i suoi amici animali e rivedrà anche gli amici che si saranno addormentati prima di lui.
Digli anche che i suoi semini serviranno a far crescere altri girasoli belli come lui e questi a loro volta ne faranno nascere altri.
Dì a girasole di stare tranquillo e sereno,di godersi il calore del sole e di non lamentarsi se Adalgisa ronza troppo.
Stagli vicino e fagli compagnia, vedrai che si rasserenerà .
E’ il ciclo della vita, è normale”.
“Grazie, grazie Cornelia, vado subito a riferirgli quello che mi ha detto.
Grazie per le parole sagge, sono sicuro che girasole tornerà a far splendere la sua corolla gialla”.
E così dicendo volò via verso il campo di girasoli.
Come promesso Martino raccontò a girasole tutto quello che Cornelia gli aveva detto.
Girasole ci pensò un po’ su, si asciugò i lacrimoni e Martino credette di vedere un mezzo sorriso fra i petali.
Da quel giorno girasole si tranquillizzò, fu splendente più che mai, lucidò i suoi petali gialli e si volse verso il sole aprendo la sua corolla più degli altri fiori.
Si godette appieno l’estate che aveva davanti a lui pensando ai sogni che lo aspettavano e immaginando come sarebbero state le corolle dei girasoli che sarebbero nati dai suoi semini.
Martino, felice per aver aiutato l’amico, tornò più volte da Cornelia che diventò sua amica e condivise con lui ancora tante estati.






