mercoledì, 29 agosto 2007
Mi scuso se magari di questo argomento si è già parlato in precedenza ma sto ascoltando alla radio una trasmissione di varia cultura non avendo ancora la tv e mi ha ispirato una riflessione.
Mi ha colpito una parola che è stata usata più e più volte durante la trasmissione : SOCIAL NETWORK
Se dovessimo tradurlo letteralmente potremmo definirlo "rete sociale" ma sarebbe troppo restrittivo direi. Per social network si intende tutto quel sistema di comunicazione che si attua attraverso Internet (e-mail, Messenger, Skype, My Space e chi più ne ha più ne metta).
Fa tutto parte dell'evoluzione, fa tutto parte dello scorrere del tempo che ci regala cose sempre più nuove.
Forse insieme all'evoluzione dobbiamo metterci però anche un po' di involuzione... e parlerei di involuzione pensando a quella parte di tecnologia che ci ha resi un po' pigri, pigri nel tessere relazioni con persone nella maniera tradizionale, attraverso la socializzazione standard, guardandosi negli occhi e parlando invece di guardarsi uno schermo digitando parole sui tasti.
Secondo voi come andrà a finire?
domenica, 26 agosto 2007
Tessere relazioni nuora - suocera
Ma Ruth rispose: "Non insistere con me perché ti abbandoni e torni indietro senza di te; perché dove andrai tu andrò anch’io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch’io e vi sarò sepolta. Il Signore mi punisca come vuole, se altra cosa che la morte mi separerà da te". (Ruth 1:16-17)
La storia di Ruth, la moabita, che alla morte del marito decide con fermezza di rimanere con la suocera, sia pure secondo le usanze del vicino oriente di 3200 anni fa, spazza via tutti i luoghi comuni sulla difficoltà di convivenza tra suocera e nuora (o tra suocera e genero). Non che alle volte non ci siano, ma quale convivenza ne è immune?
martedì, 21 agosto 2007
Tessere relazioni di frontiera
“Noi non neghiamo l’importanza dei confini; ma sentiamo fermamente che non contengono la patria”.
(Scipio Slataper)
mercoledì, 15 agosto 2007
Tessere relazioni con i più piccoli – 2
I tristi fatti di questi giorni, si diceva:
1. Dei bambini morti per incuria dei genitori
2. Un bambino abbandonato in un supermercato
3. La corsa all’adozione
4. La rinuncia alla genitorialità
I bambini non sono merce!
domenica, 12 agosto 2007
Tessere relazioni con i più piccoli.
Dovrebbe essere la cosa più naturale una relazione amorosa ed affettiva tra genitori e figli, tra nonni e nipoti.
Dovrebbe essere naturale sorridere alla propria bimba o al proprio bimbo portandola/o a passeggio, senza suscitare sguardi particolari.
Dovrebbe essere lecito rispondere al sorriso felice di una bambina o di un bambino sconosciuta/o che ti fa ciao sull’autobus, senza essere per questo essere guardati con sospetto.
Facciamo in modo che, nonostante ciò che sta accadendo, sia possibile continuare a farlo.
giovedì, 09 agosto 2007
Tessere... se stessi
Osserva, esamina con occhi diversi la tua vita. Nessun altro ti aiuterà. Sei dipeso dagli altri così a lungo? Adesso prenditi cura di te, assumiti le tue responsabilità. Lo devi a te stesso: devi guardare in profondità dentro di te, per capire cosa stai facendo della tua vita. Nel tuo cuore c'è poesia? Se non c'è, non perdere tempo: aiuta il tuo cuore a filare e a tessere poesia. Nella tua vita c'è un po' di romanticismo? Se non c'è, sei già morto, sei già nella tua tomba. Esci da quella tomba! Fa' in modo che nella tua vita ci sia un po' di avventura. Esplora! Ti attende un'incredibile varietà di bellezza.
(Osho)
lunedì, 06 agosto 2007
Tessere relazioni con il Sol Levante
Anche se ormai non appare più che nei titoli di coda, oggi ricorre l’anniversario dell’Enola Gay, la bomba atomica sganciata su Hiroshima. Alcuni dicono che chi la sganciò, come Giuda quando tradì Gesù, esclamo: “Cosa ho fatto!?”.
Questa, purtroppo, è storia, storia recente.
La riflessione però vuole essere sui giapponesi.
Cosa sa la maggior parte di noi di quei “visi gialli”, se non che lavorano sodo, hanno una moneta ed una borsa forti, esportano automobili ed una volta nella vita vengono a fare i turisti intruppati a Firenze o a Roma?
Non è una domanda oziosa. Ultimamente ci preoccupiamo di conoscere “vita, morte e miracoli” dei musulmani – confondendo tra arabi ed islamici – e dei cinesi, spesso attingendo le informazioni da fonti te le raccomando, perché, gli uni dopo l’11 settembre, gli altri per la loro concorrenza commerciale, sono fonte di preoccupazione, comunque dei diversi.
E dei giapponesi, dei peruviani, dei lapponi, o per rimanere nell’Unione Europea, degli estoni cosa sappiamo (il correttore di Word mi segna estone come errore!), cosa sappiamo?
D’accordo, non si può sapere tutto di tutti, ma se veramente viviamo in una civiltà globalizzata o 2.0, come va tanto di moda, bisogna pur sapere qualcosa dei nostri vicini/lontani di casa.
venerdì, 03 agosto 2007
Tessere relazioni in ospedale.
L’ospedale è un luogo di incontro.
Può essere di riposo per colui che è ricoverato solo per delle analisi cliniche. Ricordo una volta che in ospedale di paese, complice un ricoverato del luogo, ordinammo delle pizze dall’esterno ed invitammo a sedere con noi il medico di guardia, alle 22:00, o quando, per ammazzare il tempo, si giocava alla slot machine chiamando l’ascensore e scommettendo su quale dei tre sarebbe arrivato.
Più in generale, però, gli ospedali sono luoghi di cura e di sofferenza, sia per i pazienti sia per i famigliari e gli amici, pur in modo diverso.
Gli stessi ricoverati, quando si trovano in stanza assieme stringono un tacito patto di solidarietà.
Così mi è capitato di stare in apprensione per un signore anziano, di cui non ricordo il nome e che forse non incontrerò più, che, portato in sala operatoria alle 07:00 a.m. e stato riportato in stanza dieci ore dopo.
Intervento difficile, rianimazione, intervento non riuscito, per usare un eufemismo? Non erano fatti miei quindi non avevo il diritto di domandare.
Ma sono state comunque dieci ore di apprensione per un mio simile.