Tessere relazioni tra le lingue
La divisione dell’umanità in lingue diverse come elemento di confusione è narrata nell’episodio della torre di Babele.
In realtà, come Adamo ed Eva sono due archetipi dell’umanità ma non gli abitanti esclusivi della terra, quantomeno perché Caino, cacciato nel paese di Nod vi trova moglie, così la genesi delle diverse lingue è stata un fenomeno culturale.
Ogni popolo aveva il suo parlare, e con l’avvento della scrittura spesso il suo alfabeto.
Uno dei primi documenti plurilingue è la stele di Rosetta, che ci ha consentito di decifrare i geroglifici, un altro è l’iscrizione che Pilato fece mettere sulla croce di Gesù.
Come tutte le barriere anche quella linguistica ha un diritto ed un rovescio. Il diritto è la conservazione della propria identità, il rovescio, giocoforza, è l’isolamento. Chi abita vicino ad un confine sa bene che dopo alcuni chilometri l’italiano non viene capito, così come non si ricevono i segnali della telefonia nazionale.
Fin dall’antichità, però, l’uomo ha dovuto e quindi voluto, non fosse altro per meri scopi commerciali, superare questa divisione adottando le cosiddette lingue franche, che nei tempi più vicini a noi sono state la koiné, il latino, il francese, fino all’odierno inglese.
Le cosiddette lingue internazionali per eccellenza sono però due: il neonatese, cioè il modo di esprimersi dei bambini che riescono a comprendersi tra loro, e la musica.
Tornando dunque alla torre di Babele, quelli sono stati confusi dall’Eterno perché stavano peccando di superbia, ma quante piccole torri di Babele, cioè di barriere di comunicazione, anche se non necessariamente linguistiche, riusciamo ad erigere quando non ci sforziamo a non voler comprendere l’altro?
postato da: ardovig alle ore 19:32 | Permalink | commenti (5)
categoria:riflessioni, amicizia, aiuto, solidarietà , generi, diversità , generation gap
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