domenica, 25 novembre 2007

Tessere relazioni tra le lingue

La divisione dell’umanità in lingue diverse come elemento di confusione è narrata nell’episodio della torre di Babele.

In realtà, come Adamo ed Eva sono due archetipi dell’umanità ma non gli abitanti esclusivi della terra, quantomeno perché Caino, cacciato nel paese di  Nod  vi trova moglie, così la genesi delle diverse lingue è stata un fenomeno culturale.

Ogni popolo aveva il suo parlare, e con l’avvento della scrittura spesso il suo alfabeto.

Uno dei primi documenti plurilingue è la stele di Rosetta, che ci ha consentito di decifrare i geroglifici, un altro è l’iscrizione che Pilato fece mettere sulla croce di Gesù.

Come tutte le barriere anche quella linguistica ha un diritto ed un rovescio. Il diritto è la conservazione della propria identità, il rovescio, giocoforza, è l’isolamento. Chi abita vicino ad un confine sa bene che dopo alcuni chilometri l’italiano non viene capito, così come non si ricevono i segnali della telefonia nazionale.

Fin dall’antichità, però, l’uomo ha dovuto e quindi voluto, non fosse altro per meri scopi commerciali, superare questa divisione adottando le cosiddette lingue franche, che nei tempi più vicini a noi sono state la koiné, il latino, il francese, fino all’odierno inglese.

Le cosiddette lingue internazionali per eccellenza sono però due: il neonatese, cioè il modo di esprimersi dei bambini che riescono a comprendersi tra loro, e la musica.

Tornando dunque alla torre di Babele, quelli sono stati confusi dall’Eterno perché stavano peccando di superbia, ma quante piccole torri di Babele, cioè di barriere di comunicazione, anche se non necessariamente linguistiche, riusciamo ad erigere quando non ci sforziamo a non voler comprendere l’altro?

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categoria:riflessioni, amicizia, aiuto, solidarietà, generi, diversità, generation gap
domenica, 18 novembre 2007

Tessere relazioni... perché "tu is meglio che uan"

È iniziata la stagione della bontà per forza, possibilmente tramite versamento su c/cp col bollettino prestampato.

Proviamo a cestinare regolarmente queste lettere nella convinzione che o si è buoni tutto l’anno o è una forma di ipocrisia.

Se proprio vogliamo fare qualcosa e visto che non riusciamo a “salvare il mondo” da soli, cominciamo a salvare il “piccolo mondo” intorno a noi, quello nostro, magari un po’ trascurato.

Tra le nostre conoscenze ci sarà forse una Maria o un Carlo che non sentiamo da tempo e che forse aspetta che ci facciamo vivi, forse ha bisogno di una nostra buona parola. Forse… forse… forse, perché ognuno di noi conosce la propria storia e le proprie relazioni.

Cerchiamo sì di contattare la nostra Maria o il nostro Carlo con una telefonata, ma solo per invitarla/o a prendere un caffè o una cioccolata calda con noi seduti con calma da qualche parte.

Non limitiamo i nostri contatti ad e-mail, sms e telefonate. Un dialogo guardandosi negli occhi vale molto ma molto di più.

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categoria:riflessioni, amicizia
mercoledì, 07 novembre 2007
Tessere... tessuti

Prendete un tessuto, ed esaminatelo.

È formato da un intreccio di fili generalmente incrociati a 90°, e più fisso è l’intreccio più forte è il tessuto.

Così sono le nostre relazioni.

Più fisso è l’intreccio, cioè più interessi abbiamo in comune.

Oppure più grosso è l’unico  filo, nella nostra metafora l’unico interesse che accomuna uno, due o molti, composto però da più fili intrecciati questa volta  l’uno sull’altro come nel cavetto di rame o nella gomena.

In altre parole una relazione – da uno a uno,  da uno a molti o da molti a molti – più avrà una grana  stretta più sarà resistente e duratura.
postato da: ardovig alle ore 21:10 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, amicizia, coppia, solidarietÃ