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lunedì, 20 luglio 2009
Tessere relazioni… con l’orso marsicano
Vittorio e Stefania, marsicano lui romana lei, vennero ad abitare al civico vicino al nostro. Vittorio era un mio collega, appena trasferito, originario dell’Aquila e il suo saluto era “Te possa abbraccià l’orso marsicano!”. Fu naturale dar loro il benvenuto invitandoli, nel bisogno, a contare su di noi.
Erano ancora senza macchina, rimasta a Roma. Fu così che una sera intorno alle undici Vittorio suonò alla nostra porta chiedendo di accompagnare Stefania, che era in attesa, all’ospedale infantile perché temeva di aver contratto la rosolia.
Ci vestimmo e andammo tutti quattro.
La città ovviamente era ed è servita da un servizio taxi notturno, ma loro preferirono servirsi della nostra disponibilità. Il timore della rosolia risultò infondato, ma da quella tarda serata passata assieme al pronto soccorso dell’ospedale infantile nacque un’amicizia che dura tuttora, anche dopo che i due vicini di casa, diventati tre, ottennero il loro trasferimento a Roma.
“Storie della Bassa”, per dirla con Guareschi, dove gli esseri umani sono ancora persone.
domenica, 31 maggio 2009
Tessere relazioni tra le lingue - 2
Porto il nipotino/nipotastro in biblioteca. La mamma di un altro bambino dice a suo figlio "Dai, digli qualcosa. Così lui insegna inglese a te e tu gli insegni l'italiano".
Chi sono io per distruggere sul nascere le aspirazioni multiculturali di una mamma dicendole che il nipotino/nipotastro è italiano e sto tentando di farlo crescere bilingue, ma non vuole ancora parlare? 
Perciò ho fatto finta di nulla e ho continuato a parlare in inglese con lui, as usual.
sabato, 24 maggio 2008
Tessere relazioni… metropolitane.
Una delle più famose è certamente the Tube, la metropolitana londinese.
Ma anche le mappe dei percorsi delle metropolitane di Milano e Roma, o quella di una qualsiasi rete di trasporti urbani, con gli itinerari, gli snodi, i raccordi e i luogo di interscambio, offrono un valido spunto di riflessione.
Proprio come la rete di relazioni, a diversi livelli, con varie finalità e con particolari interrelazioni che ognuno di noi tesse nel corso della sua vita.
lunedì, 10 dicembre 2007
Tessere relazioni... analisi costi e benefici.
In tecnica aziendale si parla di analisi dei costi e benefici, ed è evidente che se i costi da sostenere per un’azione sono superiore ai presunti benefici che ne deriverebbero è meglio lasciar perdere.
Il detto latino do ut des che in termini terra terra potremmo tradurre con “niente per niente” è alla base di molte delle nostre relazioni, con i colleghi, con il barista, con l’ortolano, con il macellaio. Da queste relazioni, infatti, ci aspettiamo un tornaconto.
Restano le relazioni affettive ed amicali. Ci scandalizzeremmo se a fine anno facessimo – e loro facessero di noi – un’analisi dei costi benefici delle relazioni con gli amici. Eppure, anche se non palesemente e non consciamente, la facciamo, e ci accorgiamo – e anche qui vale il reciproco – che con Tizio o Caio l’amicizia iniziale si è andata spengendo e ci si vede ogni tanto solo per abitudine. Anzi, senti, cerchiamo di non vederci più.
Delle relazioni affettive e di quelle amicali che resistono – gli amici sono i parenti che ci scegliamo – non ci sogneremmo mai di fare un’analisi, perché diamo per scontato che alla base c’è una solidità di rapporto.
Poi, in realtà, scopriamo che l’analisi dei costi e benefici viene fatta in modo automatico, così come il do ut des, solo che non ci facciamo caso… una volta sei tu che aiuti o consòli me, la prossima sarò io.
domenica, 25 novembre 2007
Tessere relazioni tra le lingue
La divisione dell’umanità in lingue diverse come elemento di confusione è narrata nell’episodio della torre di Babele.
In realtà, come Adamo ed Eva sono due archetipi dell’umanità ma non gli abitanti esclusivi della terra, quantomeno perché Caino, cacciato nel paese di Nod vi trova moglie, così la genesi delle diverse lingue è stata un fenomeno culturale.
Ogni popolo aveva il suo parlare, e con l’avvento della scrittura spesso il suo alfabeto.
Uno dei primi documenti plurilingue è la stele di Rosetta, che ci ha consentito di decifrare i geroglifici, un altro è l’iscrizione che Pilato fece mettere sulla croce di Gesù.
Come tutte le barriere anche quella linguistica ha un diritto ed un rovescio. Il diritto è la conservazione della propria identità, il rovescio, giocoforza, è l’isolamento. Chi abita vicino ad un confine sa bene che dopo alcuni chilometri l’italiano non viene capito, così come non si ricevono i segnali della telefonia nazionale.
Fin dall’antichità, però, l’uomo ha dovuto e quindi voluto, non fosse altro per meri scopi commerciali, superare questa divisione adottando le cosiddette lingue franche, che nei tempi più vicini a noi sono state la koiné, il latino, il francese, fino all’odierno inglese.
Le cosiddette lingue internazionali per eccellenza sono però due: il neonatese, cioè il modo di esprimersi dei bambini che riescono a comprendersi tra loro, e la musica.
Tornando dunque alla torre di Babele, quelli sono stati confusi dall’Eterno perché stavano peccando di superbia, ma quante piccole torri di Babele, cioè di barriere di comunicazione, anche se non necessariamente linguistiche, riusciamo ad erigere quando non ci sforziamo a non voler comprendere l’altro?
lunedì, 01 ottobre 2007
Tessere relazioni tra me e te.
Io, da questo indirizzo IP e te, dal tuo.
mercoledì, 15 agosto 2007
Tessere relazioni con i più piccoli – 2
I tristi fatti di questi giorni, si diceva:
1. Dei bambini morti per incuria dei genitori
2. Un bambino abbandonato in un supermercato
3. La corsa all’adozione
4. La rinuncia alla genitorialità
I bambini non sono merce!
venerdì, 03 agosto 2007
Tessere relazioni in ospedale.
L’ospedale è un luogo di incontro.
Può essere di riposo per colui che è ricoverato solo per delle analisi cliniche. Ricordo una volta che in ospedale di paese, complice un ricoverato del luogo, ordinammo delle pizze dall’esterno ed invitammo a sedere con noi il medico di guardia, alle 22:00, o quando, per ammazzare il tempo, si giocava alla slot machine chiamando l’ascensore e scommettendo su quale dei tre sarebbe arrivato.
Più in generale, però, gli ospedali sono luoghi di cura e di sofferenza, sia per i pazienti sia per i famigliari e gli amici, pur in modo diverso.
Gli stessi ricoverati, quando si trovano in stanza assieme stringono un tacito patto di solidarietà.
Così mi è capitato di stare in apprensione per un signore anziano, di cui non ricordo il nome e che forse non incontrerò più, che, portato in sala operatoria alle 07:00 a.m. e stato riportato in stanza dieci ore dopo.
Intervento difficile, rianimazione, intervento non riuscito, per usare un eufemismo? Non erano fatti miei quindi non avevo il diritto di domandare.
Ma sono state comunque dieci ore di apprensione per un mio simile.
martedì, 03 luglio 2007
Riuscire ad ascoltare veramente una persona è porsi nella dimensione del “pesce lesso”, cioè lasciare che questa parli sapendo frenare i desiderio di interromperla per esprimere la nostra opinione o comunicare le nostre esperienze.
mercoledì, 30 maggio 2007
Nel mezzo dell’ampio corridoio tra le due file di banchi di check in di un aereoporto italiano stava, apparentemente abbandonata a sé stessa, una signora su sedia a rotelle.
Abbandonata, perché dovendo reggere con le mani una cartella da disegno, era priva di qualunque autonomia di movimento.
Apparentemente, perché non è pensabile che fosse sola.
Però questa è stata la prima impressione che ha lasciato.