mercoledì, 07 ottobre 2009
Tessere relazioni... letterarie

Nella mia biblioteca ho un libro fuori catalogo del 1969. L'autobiografia di Joan Beaz, la celebre cantante.

Non ho controllato se è quotato su e-bay, perché mi piace il titolo che è stato scelto per l'edizione italiana, "Saresti imbarazzato se ti dicessi che ti voglio bene?", e che risalta nero su bianco sul dorso.

Un invito ad aprire i nostri sentimenti.

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categoria:amicizia, attualitĂ , disponibilitĂ 
lunedì, 20 luglio 2009
Tessere relazioni… con l’orso marsicano

Vittorio e Stefania, marsicano lui romana lei, vennero ad abitare al civico vicino al nostro. Vittorio era un mio collega, appena trasferito, originario dell’Aquila e il suo saluto era “Te possa abbraccià l’orso marsicano!”. Fu naturale dar loro il benvenuto invitandoli, nel bisogno, a contare su di noi.

Erano ancora senza macchina, rimasta a Roma. Fu così che una sera intorno alle undici Vittorio suonò alla nostra porta chiedendo di accompagnare Stefania, che era in attesa, all’ospedale infantile perché temeva di aver contratto la rosolia.

Ci vestimmo e  andammo tutti quattro.

La città ovviamente era ed è servita da un servizio taxi notturno, ma loro preferirono servirsi della nostra disponibilità. Il timore della rosolia risultò infondato, ma da quella tarda serata passata assieme al pronto soccorso dell’ospedale infantile nacque un’amicizia che dura tuttora, anche dopo che i due vicini di casa, diventati tre, ottennero il loro trasferimento a Roma.

“Storie della Bassa”,  per dirla con Guareschi, dove gli esseri umani sono ancora persone.

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categoria:riflessioni, amicizia, aiuto, disponibilitĂ 
martedì, 07 ottobre 2008
Tessere relazioni con cautela, o peggio, con falsità.

Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.


Questo è l’incipit di Senilità, romanzo di Italo Svevo.

Quante relazioni, non solo amorose, ma anche di amicizia o di affari sono stabilite su un ingannevole presupposto e sono destinate, quindi, a fallire.
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categoria:amore, amicizia, onestĂ , falsitĂ 
sabato, 24 maggio 2008
Tessere relazioni… metropolitane.

Una delle più famose è certamente the Tube, la metropolitana londinese.

Ma anche le mappe dei percorsi delle metropolitane di Milano e Roma, o quella di una qualsiasi rete di trasporti urbani, con gli itinerari, gli snodi, i raccordi e i luogo di interscambio, offrono un valido spunto di riflessione.

Proprio come la rete di relazioni, a diversi livelli, con varie finalità e con particolari interrelazioni che ognuno di noi tesse nel corso della sua vita.
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categoria:pensieri, riflessioni, amicizia, aiuto, solidarietĂ , generi, diversitĂ 
martedì, 01 aprile 2008
Tessere relazioni tra… supermecati

Dei confini ha già scritto Caterina, però è interessante andare a far la spesa in un supermercato a un chilometro dal confine e pensare “questo lo compro in Slovenia perché lì costa di meno, e anche questo prodotto prodotto, italiano, mi conviene comperarlo di là”.
 
E vedere i clienti sloveni che fanno lo stesso ragionamento, solo all’incontrario.

In un’epoca di tensioni, guerre e ostilità, una specie di  miniglobalizzazione fa bene.

Vivere a dieci chilometri da un confine, cioè ai confini dell’Impero, qualche vantaggio lo deve pur dare.  
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categoria:pensieri, riflessioni, amicizia, rispetto
lunedì, 10 dicembre 2007
Tessere relazioni... analisi costi e benefici.

In tecnica aziendale si parla di analisi dei costi e benefici, ed è evidente che se i costi da sostenere per un’azione sono superiore ai presunti benefici che ne deriverebbero è meglio lasciar perdere.

Il detto latino do ut des che in termini terra terra potremmo tradurre con “niente per niente” è alla base di molte delle nostre relazioni, con i colleghi, con il barista, con l’ortolano, con il macellaio. Da queste relazioni, infatti, ci aspettiamo un tornaconto.

Restano le relazioni affettive ed amicali. Ci scandalizzeremmo se a fine anno facessimo – e loro facessero di noi – un’analisi dei costi benefici delle relazioni con gli amici. Eppure, anche se non palesemente e non consciamente, la facciamo, e ci accorgiamo – e anche qui vale il reciproco – che con Tizio o Caio l’amicizia iniziale si è andata spengendo e ci si vede ogni tanto solo per abitudine. Anzi, senti, cerchiamo di non vederci più.

Delle relazioni affettive e di quelle amicali che resistono – gli amici sono i parenti che ci scegliamo – non ci sogneremmo mai di fare un’analisi, perché diamo per scontato che alla base c’è una solidità di rapporto.

Poi, in realtà, scopriamo che l’analisi dei costi e benefici viene fatta in modo automatico, così come il do ut des, solo che non ci facciamo caso… una volta sei tu che aiuti o consòli me, la prossima sarò io.
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categoria:riflessioni, amicizia, aiuto, coppia, rispetto, diversitĂ 
domenica, 25 novembre 2007

Tessere relazioni tra le lingue

La divisione dell’umanità in lingue diverse come elemento di confusione è narrata nell’episodio della torre di Babele.

In realtà, come Adamo ed Eva sono due archetipi dell’umanità ma non gli abitanti esclusivi della terra, quantomeno perché Caino, cacciato nel paese di  Nod  vi trova moglie, così la genesi delle diverse lingue è stata un fenomeno culturale.

Ogni popolo aveva il suo parlare, e con l’avvento della scrittura spesso il suo alfabeto.

Uno dei primi documenti plurilingue è la stele di Rosetta, che ci ha consentito di decifrare i geroglifici, un altro è l’iscrizione che Pilato fece mettere sulla croce di Gesù.

Come tutte le barriere anche quella linguistica ha un diritto ed un rovescio. Il diritto è la conservazione della propria identità, il rovescio, giocoforza, è l’isolamento. Chi abita vicino ad un confine sa bene che dopo alcuni chilometri l’italiano non viene capito, così come non si ricevono i segnali della telefonia nazionale.

Fin dall’antichità, però, l’uomo ha dovuto e quindi voluto, non fosse altro per meri scopi commerciali, superare questa divisione adottando le cosiddette lingue franche, che nei tempi più vicini a noi sono state la koiné, il latino, il francese, fino all’odierno inglese.

Le cosiddette lingue internazionali per eccellenza sono però due: il neonatese, cioè il modo di esprimersi dei bambini che riescono a comprendersi tra loro, e la musica.

Tornando dunque alla torre di Babele, quelli sono stati confusi dall’Eterno perché stavano peccando di superbia, ma quante piccole torri di Babele, cioè di barriere di comunicazione, anche se non necessariamente linguistiche, riusciamo ad erigere quando non ci sforziamo a non voler comprendere l’altro?

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categoria:riflessioni, amicizia, aiuto, solidarietĂ , generi, diversitĂ , generation gap
domenica, 18 novembre 2007

Tessere relazioni... perché "tu is meglio che uan"

È iniziata la stagione della bontà per forza, possibilmente tramite versamento su c/cp col bollettino prestampato.

Proviamo a cestinare regolarmente queste lettere nella convinzione che o si è buoni tutto l’anno o è una forma di ipocrisia.

Se proprio vogliamo fare qualcosa e visto che non riusciamo a “salvare il mondo” da soli, cominciamo a salvare il “piccolo mondo” intorno a noi, quello nostro, magari un po’ trascurato.

Tra le nostre conoscenze ci sarà forse una Maria o un Carlo che non sentiamo da tempo e che forse aspetta che ci facciamo vivi, forse ha bisogno di una nostra buona parola. Forse… forse… forse, perché ognuno di noi conosce la propria storia e le proprie relazioni.

Cerchiamo sì di contattare la nostra Maria o il nostro Carlo con una telefonata, ma solo per invitarla/o a prendere un caffè o una cioccolata calda con noi seduti con calma da qualche parte.

Non limitiamo i nostri contatti ad e-mail, sms e telefonate. Un dialogo guardandosi negli occhi vale molto ma molto di più.

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categoria:riflessioni, amicizia
mercoledì, 07 novembre 2007
Tessere... tessuti

Prendete un tessuto, ed esaminatelo.

È formato da un intreccio di fili generalmente incrociati a 90°, e più fisso è l’intreccio più forte è il tessuto.

Così sono le nostre relazioni.

Più fisso è l’intreccio, cioè più interessi abbiamo in comune.

Oppure più grosso è l’unico  filo, nella nostra metafora l’unico interesse che accomuna uno, due o molti, composto però da più fili intrecciati questa volta  l’uno sull’altro come nel cavetto di rame o nella gomena.

In altre parole una relazione – da uno a uno,  da uno a molti o da molti a molti – più avrà una grana  stretta più sarà resistente e duratura.
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categoria:riflessioni, amicizia, coppia, solidarietĂ 
mercoledì, 24 ottobre 2007
Tessere relazioni di amicizia

David e Jonathan, tanto per esser chiari fin dal principio.

Più di un esegeta, dimenticando i limiti della lingua ebraica, ha voluto vedere nel sentimento che legava queste due persone non una sincera amicizia, ma un rapporto omosessuale, partendo da un’affermazione in 1° Samuele 18:1-4.

Eppure la storia è piena di rapporti di amicizia, amicizia e basta, ma grande amicizia, che due persone, al di là del proprio genere, hanno saputo instaurare, coltivare e mantenere.

Instaurare, perché ovviamente deve nascere da un qualcosa che le due persone scoprono di avere in comune.

Coltivare, avete presente la rosa del piccolo Principe?

Mantenere, che è un po’ di più di coltivare, e in più di un post di tessere relazioni se ne è parlato.

“Voler bene”, dunque, il “fileo” greco che forse molti hanno scordato.

Proviamo a dire alle nostre amiche ed ai nostri amici, uno per uno, “ti voglio bene”.

Non sono parole scontate, se provengono dal cuore, ed ogni tanto fa bene sentirsele ripetere. Il rapporto ne uscirà rafforzato.
postato da: ardovig alle ore 21:40 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, amicizia, rispetto, onestĂ